Breakfast at Tiffany’s, while walking on the street…
Oggi tornando a casa da lezione pensavo un po’ al mondo e un po’ a Colazione da Tiffany… e probabilmente può sembrare restrittivo pensare che uno pensi al mondo mentre pensa a Colazione da Tiffany, ma non è così… Per lo meno se lo si applica al mio mondo, o forse a me, e ok forse è una cosa molto egocentrica in fondo…
Insomma pensavo a quelle questioni esistenziali tipo l’essere soli, il sentirsi soli, la differenza (se esiste) tra le due cose, a Holly, al suo sentirsi in gabbia, al suo non sapere il suo posto nel mondo…
E infine pensavo, che poi in fondo, alla fine del film uno pensa che magari lei cambi, che si senta veramente diversa, ma poi in fondo chi ce lo dice? Solo perchè raccata il gatto e si abbandona a Paul, chi ci dice che non sia un attimo? La vita è fatta di attimi, ci sono quelli di pazzia e quelli di sanità, ma tutto il resto può essere sanità e pazzia e Holly è una solitaria lunatica che non vuole abbandonarsi ai sentimenti veri in fondo e magari quella fine non vuol dire che lei ci si abbandoni per davvero per il resto della vita, magari è solo un momento di lucidità in una vita folle…
A parte che come si faccia a non abbandonarsi nelle braccia di Paul Varjak [e parlo proprio di Paul, non di George Peppard che sarà anche un bell'attore, però se non avesse avuto quella parte probabilmente in se non mi piacerebbe granchè:P] quando comincia a parlarle così…
“You know what’s wrong with you, Miss Whoever-you-are? You’re chicken, you’ve got no guts.
You’re afraid to stick out your chin and say, “Okay, life’s a fact, people do fall in love, people do belong to each other, because that’s the only chance anybody’s got for real happiness.” You call yourself a free spirit, a “wild thing,” and you’re terrified somebody’s gonna stick you in a cage.
Well baby, you’re already in that cage. You built it yourself. And it’s not bounded in the west by Tulip, Texas, or in the east by Somali-land. It’s wherever you go. Because no matter where you run, you just end up running into yourself.
[takes out the ring and throws it in Holly's lap]
Here. I’ve been carrying this thing around for months. I don’t want it anymore.”
Ok in realtà non si abbandona nelle sue braccia in quel momento però va beh…
Ma soprattutto quanta verità in queste parole…
E ora ci sarà chi dirà: ma perché ti imparanoi così mentre cammini per strada? E avrebbe ragione, perché sono pensieri abbastanza assurdi da fare mentre uno cammina, ma non si sa mai dove mi portino i miei pensieri, sono convinta che il più delle volte non lo sappiano nemmeno loro! ^__^
Ma sai che ce l’ho lì pronto da vedere, colazione da tiffany, e ancora non ce l’ho fatta! rimedierò presto, promesso!!
e grazie mille per il tuo messaggino, mi ha fatto davvero piacere. sarà il periodo :( comunque stavolta si tratta proprio di un problema fisico e non mentale: hanno trovato la causa delle mie emicranie ed è legato al cuore. niente di grave, una “malformazione” molto molto comune, non è nemmeno detto che ci sia da sistemare qualcosa. dita incrociate :)
smuack
Comment by yaya — March 1, 2008 @ 5:22 am
Ah meno male, li per li mi son spaventata, poi però pensavo che se era una cosa molto grave non potevi andartene certo in giro fin sulla torre degli asinelli, però non si sa mai… Le incrocio anch’io per te!^^
Comment by katychan — March 1, 2008 @ 12:40 pm