Shizuku no mizu dieci anni dopo
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Lost and found

by katychan

Dopo mesi di ricerche è finalmente tornato tra le mie mani:

Lost and found: copic multiliner brushpen

La commozione è tanta che meritava un post commemorativo, fosse solo per il fatto che mi risparmierò i soldi e la fatica di dover andare in giro a cercarlo per ricomprarlo.


Tre settimane in immagini – pt1

by katychan

Oggi ho finalmente deciso di svuotare le schede di memoria della macchina fotografica e mi son trovata a ripercorrere il viaggio che ha dato inizio a questa nuova fase della mia vita.
Ho deciso di condividerlo in immagini, scegliere le più significative è sempre difficile, ma dopo qualche mese le idee si schiariscono e così eccole qua.

Prima tappa: San Francisco.

First Breakfast @ Starbucks

Prima colazione/primo pasto americano: marble cake (già divorata) e frappè al cioccolato (che in realtà era alla banana con anche il cioccolato… ma scriverlo chiaramente che c’è la banana dentro no???). Notare la tipina che si chiedeva cosa stessero fotografando,  ne ho un’altra in cui mi guarda con occhio maligno…

Affascinata dalle insegne americane, la prima della serie, non eccelsa come foto, ma per me significativa, tra l’altro mi son contenuta per paura non mi bastassero le schede di memoria.

Yerba Buona Center for Arts: textures and trees. Amo le textures. La vetrata e il parco erano fantastici, peccato che fossimo sempre in fase di testing della macchina fotografica e delle varie foto solo poche in effetti mi piacciano, l’effetto pittorico è voluto ed è stato ottenuto con photoshop.

Altre scritte, la prima del centro per l’arte di cui sopra, la seconda dal Martin Luther King jr. memorial.

Altre insegne, sarà che in Italia stanno diventando specie in via di estinzione…

I leoni marini di San Francisco, love and sleep.

Tramonto sulla piramide.

Le villette hanno cancellate e decori bellissimi, questo è un esempio.

San Francisco Bay

Non ha bisogno di presentazioni ed è immancabile in una raccolta su San Francisco.

Lombard Street, la via più tortuosa del mondo, mi dicono dalla regia.

Golden Gate Park - Japanese Garden

Il giardino giapponese all’interno del Golden Gate Park: angolino zen.

I tre giorni a San Francisco son volati tra giramenti di testa, picchi di ipoglicemia e corse tra cable car, tram e strade ripidissime; già solo scrivendo questa riga mi son ricordata di un’altra decina di foto che volevo caricare, ma sarà per il prossimo post.
Tornando nel presente alla realtà, settimana prossima inizia la nuova “avventura” con la prima delle “x” settimane da passare a Milano, il corso di approfondimento di italico (che prevede esercizi che non so dove e quando avrò il tempo di fare), momenti pieni di incontri semi-pianificati, una lista di negozi (di belle arti) in cui fare pellegrinaggio (cercando di non esaurire il già pingue liquido nel portafoglio) e una pila di panni da lavare e stirare…

Intanto auguri di buona Pasqua, a chiunque capiti di qua.


Guarda che luna, guarda che mare…

by katychan

Prima sera fuori dopo tre di reclusione per malattia, panino troiaio (così da me ribattezzato per entrare in clima livornese) sul mare al tramonto (W il Pinguino!), poi passeggiatina romantica, ci sediamo sul muretto che da sul mare a goderci il panorama al crepuscolo e poi un rumore, guardiamo giù… e :”No! La pantegana li non ci dovrebbe stare!!!”


Voglia di …

by katychan

… mare, sole, spiaggia, relax, coccole e libri da leggere all day long.
Situazione reale: mezza morta sul divano, malaticcia e sola.
Beh sognare fa bene, svegliarsi un po’ meno.


La maledizione del mancato “click”

by katychan

Il luglio scorso ho preso visione della casa che mi avrebbe ospitato da metà ottobre fino a un numero non ben precisato di anni.
L’idea iniziale, prima della visita, era di prenderla un po’ com’era a pacchetto chiuso: disposizione, finiture e mobilia. Dopo la prima visita era chiaro che sicuramente metà della mobilia andava sostituita, che su alcune cose, relativamente a disposizione e finiture, si potevano chiudere entrambi gli occhi, ma che sicuramente andavano fatte tante cose e in un tempo molto ridotto, considerando che ad agosto il mondo si spopola e si trasferisce su un’isola felice chiamata “chiusura estiva”.
Dopo eoni di miei personali rilievi, piante su piante di sala e cucina e studi notte e giorno sui vari siti di mobilia e visite di punti vendita di mobili vari siamo riusciti a risolvere gran parte delle necessità e dei problemi creati da punti morti di dimensioni non standard.
Sarà stato per la necessità di velocità, sarà stato per voler spendere il giusto visto che si presume questa non sia la sistemazione definitiva, la maggior parte della scelta è ricaduta su mobili Ikea.
Ora Ikea è conveniente soprattutto se il trasporto e il montaggio lo fai da te, per cui letto e armadio a parte, il resto è stato pazientemente trasportato nella nuova casa e il montaggio è toccato a me.
Le istruzioni e i metodi di montaggio ikea sono molto razionali, anche se ogni tanto una riga di commento verbale oltre alle illustrazioni non sarebbe guastato, ma ahimè un sacco di pezzi richiedono un incastro con un click.
E di questo fatidici “click” io non ne ho sentito nemmeno mezzo! (Per cui prova e riprova a smontare e rimontare in attesa del rumorino, ma niente…)
Alla fine sono giunta alla conclusione che probabilmente non serve il click, basta che ciò che deve scattare a bloccare il montaggio scatti… poi ieri installo la stampante nuova e riecco istruzioni con il “click” per posizionare le cartucce di inchiostro… e di nuovo niente…
Se a qualcuno riesce me lo faccia sapere che con me sto “click” non si vuol proprio palesare!